martedì 29 marzo 2016

Ecuador - Migliaia in piazza contro flessibilità e riforma del lavoro

Un successo la mobilitazione della sinistra contro la riforma del lavoro approvata dal governo. Migliaia in piazza contro flessibilità e riduzione dei salari, mentre la Revoluciòn Ciudadana è in crisi di consenso. A meno di un anno dalle elezioni.
di Luca Cafagna

In migliaia venerdì scorso hanno manifestato nel centro di Quito contro il governo di Rafael Correa. Almeno cinquantamila secondo gli organizzatori, mentre le forze dell’ordine non si sbilanciano. Un dato è certo: il consenso nei confronti di Alianza Paìs, partito da nove anni al governo dell’Ecuador, è ai minimi storici. L’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la riforma del lavoro approvata il 17 marzo. Parole d’ordine: flessibilizzazione e riduzione della giornata lavorativa. Che in un paese piegato dalla crisi petrolifera, si traducono in precarietà e riduzione dei salari. A questo si aggiunge l’eliminazione del salario minimo per i tirocinanti tra i 18 e i 25 anni e l’introduzione di un controverso permesso di maternità/paternità fino a 9 mesi senza copertura salariale. Mentre l’opposizione neo liberale attacca dicendo che quest’ultimo provvedimento “serve solo a truccare le statistiche sull'occupazione”, la sinistra ecuadoriana è scesa in piazza in molte città per contestare il governo della Revolución Ciudadana.

venerdì 25 marzo 2016

Spunti di riflessione sul rapporto tra religioni, islam e donne

La foto ritrae una donna scappata dai territori controllati dall’Isis
Per comprendere quel che sta succedendo nel nostro caotico presente bisogna dotarsi di bussole e quadranti che ci permettano di approfondire la realtà, fuori da schematismi e luoghi comuni.
Per questo vogliamo provare ad offrire degli spunti, a partire da una prima bibliografia da arricchire, contenuti nelle riflessioni di molti donne e uomini che si interrogano sull'Islam e sulle religioni in assoluto. Lo fanno a partire da un’incessante ricerca al fine di rafforzare la tesi che è importante considerare la fede religiosa come qualcosa di privato e non la base su cui strutturare una società.
Nei nostri articoli di cronaca abbiamo più volte raccontato vicende emblematiche dal mondo musulmano di chi prova ad aprire un cammino verso la libertà, oltre gli autoritarismi e gli integralismi, a volte coppie gemelle.
Sono queste pensatrici e pensatori, queste attiviste ed attivisti che combattono, a proprio modo. una battaglia che va sostenuta, senza paura che il pensiero critico possa essere scambiato e attaccato come islamofobico e razzista. Sono queste le persone alle quali ci piace dare voce e lo facciamo avendo ben presente la storia di lotta ed emancipazione che le donne, e non solo, hanno combattuto e combattono anche a casa nostra, in nome della libertà e del laicismo, contro la religione "nostrana". Lo facciamo perché come diceva un classico pensatore se "la religione è l’oppio dei popoli", in questo momento storico in parte l’Islam ne è la cocaina.
Nota a margine: i testi che proponiamo, le autrici e gli autori che segnaliamo sicuramente possono essere criticati, a volte sono controversi ma, se non si assumono in forma di stimolo e ricerca gli spunti che ci offrono e si resta in attesa di trovare un testo, un autore, capaci di incastrare tutti i pezzi in maniera perfetta nel caotico puzzle della contemporaneità, si resta incapaci di comprendere e dunque di agire.
Costruire un pensiero all'altezza del presente significa indagare nuovi campi, senza paura dell’eresia.
Per prima cosa vi proponiamo un libro di Martine Gozland intitolato "I ribelli di Allah".

domenica 20 marzo 2016

Messico - Incontro “Gli Zapatist@ e le CoScienze per l’Umanità”


ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE

MESSICO

16 marzo 2016.

Compas e non compas:

Vi nformiamo qui di come sta andando con l’Incontro “Gli Zapatisti@ e le CoScienze per l’Umanità”:

Fino al 14 marzo sono arrivate 50 richieste per partecipare all’evento.

Ci sono richieste da Norvegia, Brasile, Cile, Francia, USA, Giappone e Messico.

Discipline scientifiche: Fino ad ora si contemplano inviti per scienziat@ in Astronomia, Biologia, Fisica, Matematica, Chimica, Medicina, Genetica, Patologia e Nefrologia Pediatrica e Microbiologia. Vi terremo informati mano a mano che aumenteranno gli inviti.

Le/gli scienziat@ invitat@ all'incontro “Gli Zapatist@ e le CoScienze per l’Umanità”, potranno partecipare con una riflessione critica sulla loro pratica o teoria scientifica, oppure esponendo in maniera accessibile alcuni elementi generali della loro specializzazione (cioè, una chiacchierata divulgativa).

L’indirizzo di posta elettronica dove iscriversi per assistere all’Incontro “Gli Zapatist@ e le CoScienze per l’Umanità” è conCIENCIAS@ezln.org.mx

Data e lugo dell’Incontro di CoScienze: dal 25 dicembre 2016 al 4 gennaio 2017, con un intervallo il 31 dicembre e 1° gennaio. Il luogo è presso il CIDECI di San Cristóbal de las Casas, Chiapas, Messico.

All’incontro potranno partecipare solo le/gli scienziat@ invtat@ con i loro contributi; e ragazze e ragazzi zapatisti selezionat@ con le loro domande.

L’iscrizione non costa nulla e le/gli zapatist@ non possono pagare viaggio, vitto e alloggio.

Bambine e bambini possono assistere come spettatori ed ascoltatori, ma devono essere accompagnati da una persona adulta che ne sia responsabile.

È severamente proibito la produzione, consumo e commercio di droga e alcool.

Per adesso è tutto.

Subcomandante Insurgente Moisés                    Subcomandante Insurgente Galeano

Messico, marzo 2016

Dal quaderno di appunti del gatto-cane:

Echi dall’8 marzo.

Data: 8 marzo 2016. Luogo: Quartier Generale dell’EZLN. Documento ottenuto dal diario di chi si fa chiamare “supgaleano”, grazie al malware troyano chiamato “uglia, uglia, chi lo trova si ingarbuglia” versione 6.9.

“Il Subcomandante Insurgente Moisés e il sottoscritto stavamo parlando del prossimo festival CompArte e di come le comunità zapatiste si stanno organizzando per partecipare. In quel mentre arriva una compagna Insurgenta e dice in maniera perentoria: “ci sarà una partita di calcio. Le donne sono state sfidate”. Io sapevo cosa c’era dietro tutto questo, dato che non era la prima volta che accadeva. Lasciate che vi dica che in quel quartiere le donne insurgentes sono il doppio degli uomini insurgentes. Su questo ci sono due versioni: secondo quella ufficiale, la maggior parte degli insurgentes svolgono lavori di alta specializzazione, dove solo noi uomini possiamo operare con garbo e grazia; la realtà è che sono di più le compagne dei compagni. Ovviamente è proibito diffondere la versione reale, e per questo ai Tercios Compas è stata distribuita solo la versione ufficiale.

Nonostante la realtà, evidente a prima vista, ad uno degli insurgentes, dopo colazione era venuto in mente di dire: “siccome oggi è l’8 marzo, noi uomini sfidiamo le donne ad una partita di calcio“. L’ufficiale al comando si era accorto quasi immediatamente dell’errore, ma il male era fatto. Una ufficiale del servizio di sanità insurgente ha risposto: “Sta bene“. Gli uomini hanno circondato l’ingenuo sfidante per rimproverarlo. Sapendo la ragione del malessere che serpeggiava tra le le file maschili, l’insurgente volle precisare: “però squadre con pari giocatori”. “Non se ne parla”, hanno detto le donne, “hai detto uomini sfidano donne, quindi, tutti gli insurgentes contro tutte le insurgentas”.

Il cielo cominciava ad annuvolarsi ed un forte vento presagiva la disgrazia.

Dopo pranzo (il menù era frullato di tamales e caffè al peperoncino), è passata una insurgenta a dirci che la partita stava per iniziare e se ci andavamo. Il subcomandante Insurgente Moisés non poteva, perché doveva rivedere la lista degli iscritti al festival. Io mi sono astenuto, intuendo che non ci sarebbe stato un clima favorevole a causa dell’inequità di genere. Quindi, nessuno dei due ci è andato.

giovedì 17 marzo 2016

Messico - Su CompArte: poche domande, poche risposte.


micio
ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
MESSICO
14 marzo 2016

Compas e non compas:

Vi scriviamo per dirvi delle attività di luglio, ottobre e dicembre di quest’anno 2016. Siccome abbiamo ricevuto poche domande, qui ci sono poche risposte e che si riferiscono solo al festival “CompArte per l’Umanità”:

– Quante sono le iscrizioni al festival delle arti?
Fino al 12 marzo 2016 si sono iscritti:
21 assistenti dal Messico e 5 da altri paesi.
99 partecipanti dal Messico e 30 da altri paesi (Cile, Argentina, Grecia, Canada, Unione Americana, Stato Spagnolo, Nuova Zelanda, Trinidad e Tobago, Guatemala, Colombia, Costa Rica, Brasile, Perù; Transfrontalieri, Uruguay, Francia, e la Comunità Sufi con musica islamica).
– Che tipo di attività o ambiti artistici si sono registrati fino ad ora?
Secondo le iscrizioni, fino ad ora sono questi: Rap, Poesia, Arti Visive, Danza Contemporanea, Pittura, Incisione, Letteratura-racconti, Teatro, Burattini, Ricamo, Fucina, Serigrafia, Fotografia, Documentario, Cinema, Scultura, Ceramica, Cortometraggio, Illustrazione, Reggae, Rock, Graffiti, Gastronomia, Danza Aerea, Muralismo, Musica, Musica, e ancora Musica.
– Com'è la questione delle “sedi alterne” del Festival “CompArte”?
Ci aspettiamo che le/i compas della Sexta in Messico e nel mondo comprendano, come si dice, il messaggio subliminale della convocazione ed organizzino nelle rispettive geografie e secondo i propri calendari, attività preliminari, parallele o successive ai festival-incontri convocati dalle/dagli zapatisti. Cioè, speriamo che, in località, regioni, zone o paesi, la Sexta organizzi festival ed incontri dove si dia spazio ed eco all'ambito artistico. E, ovviamente, anche dove si celebrino i 20 anni di esistenza in ribellione e resistenza del Congresso Nazionale Indigeno, e dove le/gli scienziati trovino un ascolto attento e pensiero critico.
– Per assistere, senza partecipare, al festival “CompArte” è necessario registrarsi? Sì, ma bisogna specificare che si partecipa solo come “assistente”.
– Per assistere e partecipare al festival “CompArte” è necessario registrarsi? 
Sì, e vi chiediamo di specificare la forma della vostra partecipazione.
– Qual’è l’indirizzo e-mail per registrarsi al festival “CompArte per l’Umanità”?
La e-mail è: compArte@ezln.org.mx
– Potete ripetere le date ed i luoghi del festival “CompArte per l’Umanità”? 
No, sono già state indicate nel comunicato del 29 febbraio… Ok, ok, ok, allora:
Date: dal 17 al 30 luglio 2016
Luoghi:
Dal 17 al 22 luglio 2016 nel caracol di Oventik. Partecipazione riservata solo alle basi di appoggio zapatiste. Si può assistere liberamente come ascoltatori e spettatori, ma previa registrazione.
Dal 23 al 30 luglio 2016 presso il CIDECI di San Cristóbal Las Casas, Chiapas. Partecipano tutt@ le/gli artisti registrati. Si può assistere liberamente come ascoltatori e spettatori, ma previa registrazione.
– L’iscrizione come presenti o partecipanti, ha un costo? 
No.
– Pagherete voi (le/gli zapatisti) viaggio, vitto e alloggio? 
No.
– Secondo lo zapatismo, la gastronomia è un’arte? 
Dipende da come ognuno caratterizza la sua pratica. Nel caso della difficile arte culinaria, le insurgentas, come eco dell’8 marzo, parteciperanno con un menù… mmm… come dirvi? … sconcertante: “frullato di tamales e caffè con peperoncino” (attenzione: per il frullato di tamales non usano frullatore né altre macchine, ma solo il focolare e la loro “saggezza”). Io l’ho già subito… scusate… degustato ed è….. sì, sconcertante.
– Possono partecipare le/i bambine/i? 
Sì, i bambini possono iscriversi e partecipare o assistere. Le bambine, ci dispiace ma il termine è scaduto perché era entro l’8 marzo, quindi… eh? … ma … ah! … ok, ok, ok: anche le bambine possono iscriversi. Attenzione: tutt@ i minorenni dovranno essere accompagnati da madre o padre o tutore o tutrice o tutoroa.
– C’è qualche tipo di divieto in tali eventi? 
Sì, sono severamente proibiti la produzione, consumo e commercio di droghe e alcool. Se non siete capaci di fare arte o goderla senza assumere qualcosa prima o durante, avete sbagliato canale.
– Non ci sono ancora informazioni sulla Escuelita? 
No. Si stanno ancora esaminando le domande inviate dalle/dagli alunn@. Quando ci saranno, le/gli interessat@ saranno informati.
Per ora è tutto.
Subcomandante Insurgente Moisés.                Subcomandante Insurgente Galeano.

Messico, marzo 2016

Dal quaderno di appunti del gatto-cane:


L’ORA DEL POLIZIOTTO (prima parte):

sabato 12 marzo 2016

Honduras - Mail da inviare alle ambasciate

Inviamo alle rappresentanze in Italia del governo messicano la preoccupazione e la richiesta di protezione per l’attivista Gustavo Castro, unico testimone dell’omicidio di Berta Caceres, al quale le autorità dell’Honduras hanno impedito di lasciare il paese. Qui, di seguito, la mail da inviare ai seguenti indirizzi: 
correo@emexitalia.it
seccion.consular@emexitalia.it
info@consuladohondurasroma.it


ALERTA: seguridad para Gustavo Castro!
Ocho dias después del asesinado de Berta Cacéres, el ciudadano méxicano Gustavo Castro Soto -que es el unico testigo del delito- sigue en la embajada de México en Honduras. 
A pesar de las medidas cautelares dictadas por la CIDH (“en consideración la información presentada que indica que el señor Gustavo Castro ha decidido salir del país para salvaguardar su seguridad, la CIDH considera necesario que el Estado tome todas las medidas necesarias para asegurar su seguridad durante todo el proceso para preparar y completar su salida”), el y la organización Otros Mundos Chiapas -que fundó y de la cual es director- se encuentran muy preocupados porqué el Gobierno de Honduras pide al Gobierno mexicano de dejarles bajo su “control” Gustavo. 
Desde la embajada mexicana Gustavo nos envió este mensaje:
“He colaborado en todas las diligencias y estoy dispuesto ha seguirlo haciendo en el marco de la ley Honduras. Quiero pero permanecer en la embajada porqué temo por mi seguridad”.
Pido el gobierno méxicano que asegure la incolumidad del ciudadano méxicano y defensor de los derechos humanos y medioambientales Gustavo Castro, y que favorezca su pronto regreso a México.

martedì 8 marzo 2016

Honduras - Omicidio Berta Cacéres: anche il testimone è a rischio

Gustavo Castro Soto, attivista messicano, fondatore e direttore della ong Otros Mundos Chiapas, si trovava nella casa della donna quando è stata uccisa.

di Luca Martinelli 



Domenica 6 marzo, intorno alle 5 del mattino, il governo honduregno ha impedito a Gustavo Castro Soto, cittadino messicano, attivista da oltre vent'anni impegnato nei movimenti sociali centro americani, di lasciare il Paese. Nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, Castro si trovava nella casa di Berta Cacéres, ed è stato ferito dalle stesse persone che hanno ucciso l'ambientalista honduregna appartenente al popolo Lenca, Goldman Prize 2015. 
L'uomo è stato fermato all'interno dell'aeroporto di Tegucigalpa, la capitale del Paese, dove il coordinatore dell'associazione Otros Mundos Chiapas, partner del COPINH (Consejo Civico de Organizaciones Populares e Indigenas de Honduras), la ong diretta da Berta Cacéres, era arrivato scortato dai massimi rappresentanti del governo messicano nel Paese centroamericano, l'ambasciatrice e il console. Castro si trovava a La Esperanza per partecipare ad un incontro sulle energie rinnovabili, nell'ambito di progetti di scambio che lo legano alle attività del COPINH
 dai primi anni Duemila.
 
Attualmente, Castro - contro il quale sono stati esplosi due colpi di arma da fuoco dagli assassini di Berta Cacéres, e che risulta ferito a una mano e ad un orecchio - è protetto all'interno dell'ambasciata messicana, dove sta ricevendo anche assistenza psicologica. 

Fonti vicine alla famiglia Cacéres, spiegano che "viene trattenuto perché vorrebbero usarlo per manipolare supposte "contraddizioni" con altre versioni dei fatti". Secondo la denuncia di Otros Mundos Chiapas, il governo honduregno e i pubblici ministeri che stanno indagando sull'accaduto non avrebbero però spiegato ufficialmente per quale motivo il cittadino messicano sia trattenuto nel Paese. Numerosi reti ed organizzazione della società civile centro americana esigono che Castro possa
 al più presto abbandonare il Paese.


domenica 6 marzo 2016

Honduras - Comunicato delle figlie, del figlio e della madre di Berta Caceres

Davanti al letto della nostra Bertha, nostra madre, nostra figlia, nostra guida.

Le sue figlie Olivia, Bertha e Laura, il figlio Salvador, sua madre Bertha Austra, accompagnati dai nostri famigliari, amiche e amici, noi vogliamo rendere pubblici i nostri pensieri in questo momento di profonda costernazione.

La nostra Bertha è la maggiore delle nostre ispirazioni, per questo sentiamo il bisogno di far conoscere la verità sulla sua vita e sulla sua lotta.

In questa circostanza vogliamo ringraziare prima tutta la solidarietà nazionale e internazionale che ci accompagna.

Siamo grati per il sostegno al popolo Lenca, a cui ha dedicato la maggior parte della sua resistenza. Al popolo Garifuna con cui si sono condivise fraternamente lotte e utopie. A tutte le organizzazioni e movimenti sociali in Honduras, America Latina e nel mondo, che hanno condiviso il nostro dolore. Siamo grati per tutte le immense dimostrazioni di affetto e condoglianza che il popolo honduregno ha offerto, che dimostrano che la sua lotta è una degna lotta dei popoli e di cui il mondo ha bisogno.

Non si può distorcere la verità sul crimine che ha concluso la sua vita. Sappiamo con chiarezza certa che le ragioni del suo vile assassinio sono state la sua resistenza e la lotta contro lo sfruttamento dei beni comuni della natura e in difesa del popolo Lenca. Il suo omicidio è un tentativo di porre fine alla lotta del popolo Lenca contro ogni forma di sfruttamento e di saccheggio. Un tentativo di interrompere la costruzione di un nuovo mondo.

Le circostanze della sua morte si collocano nel mezzo della lotta del popolo Lenca contro l'installazione del progetto idroelettrico Agua Zarca sul fiume Gualcarque. Chiediamo che siano chiarite le responsabilità della Impresa DESA che sta sviluppando il progetto. Noi riteniamo responsabile la Impresa DESA, come anche le istituzioni finanziarie internazionali che sostengono il progetto, la Banca olandese FMO, lo Fondo Finn, BCIE, Ficohsa e le imprese impegnate CASTOR, il Gruppo imprenditoriale ATALA, della persecuzione, criminalizzazione, stigmatizzazione, delle continue minacce di morte contro la sua persona, la nostra e il COPINH.

Noi riteniamo responsabile lo Stato honduregno di aver in gran misura ostacolato la protezione della nostra Bertha, e di aver propiziato la persecuzione, criminalizzazione e l'omicidio. Avendo scelto di tutelare gli interessi delle imprese rispetto alle decisioni e ai mandati delle comunità.

Honduras - Hanno ucciso uno spirito indomito

Bertha Cáceres lascia in eredità l’impegno deciso e inflessibile a favore dei diritti ancestrali delle popolazioni indigene
“Per tutta la vita sono stata cosciente di quello che mi può succedere continuando con questa lotta, così come sono cosciente che stiamo lottando contro un potere oligarchico, bancario, finanziario e internazionale, oltre che contro lo stesso Stato honduregno e i suoi organi repressivi, che storicamente si sono piegati agli interessi delle grandi imprese multinazionali. Non mi piegheranno!” (Bertha Cáceres, giugno 2013).

Así estamos
consternados
rabiosos
aunque esta muerte sea
uno de los absurdos previsibles…

                                                                                                                   Mario Benedetti


Nemmeno ricordo quante volte ho intervistato Bertha Cáceres, Bertita come la chiamavamo. E non è facile riassumere una vita di lotta, di impegno inflessibile, in un articolo.Ancor di più dopo poche ore dall'essere stato travolto da una valanga di messaggi, telefonate, comunicati stampa, che mi avvisavano che Bertha fisicamente non è più qui con noi; che Bertha è stata vigliaccamente assassinata all'alba di questo 3 marzo mentre riposava nel suo letto, dopo l’inaugurazione del Foro sulle energie alternative dalla prospettiva delle popolazioni indigene.

Di lei possiamo dire che era la coordinatrice e storica militante del Consiglio civico delle organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras, Copinh, e che ha difeso, fino alla fine, i diritti ancestrali del popolo nativo Lenca di fronte agli assalti di un modello patriarcale, di sfruttamento e di monopolio delle risorse naturali.
Per questa lotta è stata ripetutamente minacciata, perseguitata, processata, incarcerata e repressa. Non ho nessuno dubbio che per questa stessa lotta sia stata assassinata, né che si tratti di un crimine fortemente e profondamente politico.
La prolungata lotta nella zona di Río Blanco contro il progetto idroelettrico Agua Zarca, promosso dall'impresa di capitale honduregno Desarrollos Energéticos S.A. de C.V. (DESA) e finanziato da istituzioni finanziarie europee e imprese di costruzione cinesi, ha fatto il giro del mondo.
Per questo, lo scorso 20 aprile, Bertha ha ricevuto il Premio Goldman 2015 per l’ambiente, il più alto riconoscimento al mondo per gli attivisti ambientali di base. Lo aveva dedicato al popolo Lenca, al Copinh, al suo coraggio e alla sua storica resistenza.

Honduras - Giustizia per Berta Cáceres!

Profonda indignazione internazionale per l’omicidio della leader indigena Berta Cáceres in Honduras

4 marzo 2016, Pianeta Terra

Berta Cáceres, leader indigena, rappresentante da oltre vent'anni del Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras (COPINH), è stata assassinata all'alba di giovedì 3 marzo mentre dormiva nella sua casa di La Esperanza, Intibucá, a circa 188 km da Tegucigalpa, per mano di uomini armati “sconosciuti”.

Oltre ad essere stata una ferrea patrocinatrice dei diritti del movimento campesino e indigeno honduregno, Berta Cáceres, è stato un’attivista sociale rilevante e fonte di ispirazione, a livello regionale e continentale, a difesa della giustizia sociale ed ambientale, in particolare nell'opposizione ai mega progetti minerari e idroelettrici.

Oltre a denunciare con lucidità i Trattati di Libero Commercio come parte di uno stesso ingranaggio che assicura l’impunità delle imprese transnazionali, Berta lottava per la salute, per la terra e contro il patriarcato e la violenza. 
Si era opposta al colpo di Stato del 28 giugno 2009, poiché per il COPINH il Golpe forniva lo strumento di violenza al servizio delle imprese transnazionali per il saccheggio dei beni comuni e la repressione delle organizzazioni sociali all'opposizione. 
Inoltre, è stata ferma nel rifiuto dell’installazione delle basi militari statunitensi nel territorio Lenca.
Nell’aprile del 2015 Berta Cáceres ha ricevuto il premio Goldman, uno dei più prestigiosi al mondo sui temi ambientali, conferitole per la sua collaborazione nella difesa del territorio Lenca minacciato dalle conseguenze nefaste e la violenza dovute alla costruzione della diga del Proyecto Hidroeléctrico Agua Zarca, della multinazionale cinese SINOHYDRO e dell’impresa honduregna Desarrollo Energético Sociedad Anónima (DESA). 

Da anni il popolo Lenca denunciava la violazione del diritto all'acqua come fonte di vita e di cultura e le vessazioni e le minacce di imprese, paramilitari e governo.

mercoledì 2 marzo 2016

Bolivia - Referendum sconfitta per Evo Morales

Evo Morales non potrá essere rieletto per un quarto mandato. Con un 51,31% di voti contrari il governo di La Paz esce sconfitto dal referendum sulla riforma costituzionale che avrebbe permesso al presidente Boliviano di presentarsi nuovamente alle elezioni del 2020. Una vittoria dell’opposizione sulla scia della “primavera” neoliberale del Sud America.
di Luca Cafagna

Morales si è presentato questa mattina in conferenza stampa a La Paz, occhi sereni e sorriso tranquillo. “Abbiamo perso una battaglia, non la guerra, la lucha sigue” le sue prime parole. “Il referendum dimostra che la metà del popolo boliviano è con noi, questo è lo zoccolo duro del nostro consenso, da qui dobbiamo ripartire” ha continuato. Al terzo mandato, dopo undici anni di governo che hanno cambiato il volto della Bolivia attraverso massicci investimenti nel settore pubblico e nel welfare, il governo ha giá pronto un piano ulteriore di circa 40 miliardi di dollari. Un investimento in politiche sociali e welfare che però non è bastato ad evitare la sconfitta nel referendum.
Maturato nelle ultime settimane della campagna referendaria, il risultato è figlio anche della “guerra sporca” portata avanti dall'opposizione sui media. Immagini e memes diffusi ad arte sui social network per denunciare i 200 dollari spesi da Morales per un taglio di capelli – notizia rivelatasi infondata – accompagnati dagli attacchi personali allo stesso Morales per una relazione avuta con Gabriela Zapata, imprenditrice e lobbista.

Messico - Convocazione zapatista alle attività 2016

ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
MESSICO


29 febbraio 2016

Considerando:

Primo: Che la grave crisi che scuote il mondo intero e che si dovrà acutizzare, mette a rischio la sopravvivenza del pianeta e di tutto ciò che lo popola, inclusi gli esseri umani.

Secondo: Che la politica di sopra non soltanto è incapace di ideare e costruire soluzioni, ma che è anche una delle responsabili dirette della catastrofe in atto.

Terzo: Che le scienze e le arti riscattano il meglio dell’umanità.

Quarto: Che le scienze e le arti rappresentano ormai l’unica opportunità seria di costruzione di un mondo più giusto e razionale.

Quinto: Che i popoli originari e chi vive, resiste e lotta nei bassifondi di tutto il mondo possiede, tra le altre cose, una cognizione fondamentale: quella della sopravvivenza in condizioni avverse.

Sesto: Che lo zapatismo continua a scommettere, in vita e morte, per l’Umanità.

La Commissione Sesta dell’EZLN e le basi d’appoggio zapatiste:

CONVOCANO ARTISTI, SCIENZIATI DI DISCIPLINE FORMALI E NATURALI, LE COMPAGNE E I COMPAGNI DELLA SEXTA NAZIONALE E INTERNAZIONALE, IL CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO, E QUALSIASI ESSERE UMANO CHE SI SENTA INTERPELLATO, ALLE SEGUENTI ATTIVITA’:

UNO. – AL FESTIVAL E CONDIVISIONE “CompARTE POR LA HUMANIDAD” CHE SI SVOLGERA’ DAL 17 al 30 luglio 2016.

Potranno partecipare coloro che pratichino l’ARTE. Per lo zapatismo, artista è qualsiasi persona che rivendichi la sua attività come arte, indipendentemente da canoni, critici d’arte, musei, wikipedie e altri schemi “specialistici” che classifichino (cioè:
escludano) le attività umane.

Il festival avrà due grandi eventi:

martedì 1 marzo 2016

Nel segreto dell’urna non c’è collettività - Raúl Zibechi

Quando impera la logica della rappresentanza, il soggetto si dissolve, perché è possibile rappresentare solo ciò che è assente. Il sistema elettorale disperde los de abajo in una miriade di individui isolati, atomizzati, che cessano di essere una forza sociale. Il pensiero collettivo che emerge nelle azioni popolari cede il passo e prevalgono paure e pregiudizi
di Raúl Zibechi

Quarant’anni fa l’intellettuale e militante peruviano Alberto Flores Galindo esprimeva una sua opinione sulle elezioni commentando i risultati del voto per l’Assemblea Costituente, del giugno 1978, dove il dirigente contadino-indigeno Hugo Blanco aveva ottenuto il 30 per cento dei voti. “Il voto universale, individuale e segreto è stato un’ invenzione geniale della borghesia. Nel giorno delle votazioni, le classi e i gruppi sociali si disgregano in una serie di individui che smettono di pensare collettivamente, così come avviene negli scioperi, nelle manifestazioni o in qualsiasi altra azione di protesta e, nella ‘camera segreta’, emergono allora i dubbi, i timori, le incertezze che portano a optare per lo status quo, per il passato e non per il cambiamento”, aveva scritto (Obras Completas, tomo V, Lima, 1997, p. 89).

Flores Galindo è stato uno dei più coerenti e notevoli pensatori degli anni ’70 e ’80, quando il Perù era stretto nella forbice tra la violenza dello Stato e quella di Sendero Luminoso, in una guerra che è costata più di 70 mila morti. La sua indagine Buscando un Inca: identidad y utopía en los Andes, pubblicata nel 1986, ha ottenuto a Cuba il Premio Ensayo de Casa de las Américas. È stato il fondatore di SUR, Casa de Estudios del Socialismo, che ha riunito buona parte degli intellettuali del periodo, e ha militato nel Partido Unificado Mariateguista, del quale faceva parte anche Hugo Blanco.

La sua breve riflessione sulle elezioni è di grande attualità e mostra la crisi del pensiero critico. In primo luogo, permette di distinguere tra le libertà democratiche e il fatto di fondare una strategia politica sulla partecipazione elettorale. Se le libertà sono state conquistate attraverso lunghe e potenti lotte collettive degli oppressi, le elezioni sono il modo per disperdere questa potenza plebea.